
Expo 2015
Expo 2015: Confindustria, puntare su turismo e trasparenza appalti
Confindustria pone anche l'accento sul "difficile obiettivo di raggiungere un equilibrio di bilancio complessivo".
Il modello a cui guardano le imprese sembra essere quello delle Olimpiadi invernali di Torino 2006: "L'esperienza dei giochi olimpici di Torino 2006 ha dimostrato come sia possibile coniugare procedure trasparenti di selezione dei fornitori da parte del Comitato organizzatore con opportuni meccanismi informativi atti a favorire la partecipazione delle aziende del territorio".
Il documento presenta le riflessioni maturate fino ad ora nei sette gruppi di lavoro di Confindustria dedicati a nutrizione, innovazione, turismo, nuove professionalita', promozione internazionale, reti e cooperazione allo sviluppo. Sul turismo, l'obiettivo deve essere promuovere un'attivita' che gia' oggi rappresenta il 12% del Pil e che, nelle parole del presidente del Progetto speciale Expo 2015 di Confindustria Diana Bracco, puo' raggiungere il 14%.
Anche qui il documento invita "a capitalizzare tutta la competenza acquisita con Torino Olimpica".
All'evento si calcola che parteciperanno 21 milioni di turisti e Confindustria punta a eventi che si inseriscano nel palinsesto di settemila eventi in sei mesi. Il presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini, guarda al modello del Salone del mobile e al valore che si e' ritagliato nel tempo il fuorisalone chiedendo di applicare questo modello all'Expo. Oltre al turismo, le aziende guardano ovviamente agli appalti. Il dossier di candidatura individua per l'evento costi complessivi pari a 4,1 miliardi di cui 3,2 miliardi per le infrastrutture e 892 milioni per la gestione e l'organizzazione. A questo si aggiunge un importante capitolo infrastrutturale in parte incluso nel dossier di candidatura (11 miliardi di euro) e in parte no (9 miliardi). Si tratta di quasi 25 miliardi di lavori su cui le imprese italiane puntano molto.
Anche qui si guarda a Torino 2006: "L'esperienza dei giochi olimpici di Torino 2006 - e' scritto nel documento - ha dimostrato come sia possibile coniugare procedure trasparenti di selezione dei fornitori da parte del comitato organizzatore con opportuni meccanismi informativi atti a favorire la partecipazione delle aziende del territorio".
Confindustria si sofferma poi sul ruolo dei privati che inizialmente avrebbero dovuto contribuire nella realizzazione delle infrastrutture per 891 milioni. Nel frattempo pero' alcune delle opere sono sparite, a cominciare dai 284 milioni per la Torre dell'energia e il Ponte tematico e il 35% del finanziamento della metropolitana 6 pari a circa 270 milioni. Tuttavia "la partecipazione delle imprese e' fondamentale per assicurare un equilibrio di bilancio".
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